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Santuario Santa Maria delle Grazie.

La Comunità Mercedaria di San Cataldo.


 

Del vecchio convento, che era attaccato alla chiesa dalla parte orientale, non resta ormai alcuna traccia. Esso nel 1878 fu abbattuto dal Comune.

L'attuale nuovo convento è stato costruito a fine '8OO a lato alla chiesa dalla parte di Nord-Est e prospiciente sul nuovo tratto del Corso V. Emanuele. Esso è stato ubicato nel luogo dove prima esisteva l'Ospizio di S. Adriano.

Nel 1866 da S. Cataldo furono esclaustrati i Francescani dal convento dei Cappuccini e i padri Mercedari dal convento della "Mercè". Essi dovettero abbandonare le loro chiese e i loro conventi, che furono requisiti dal Comune.

La chiesa della Mercede, ora di proprietà del comune, continuò ad essere retta da un Mercedario sancataldese, Padre Michele Curto, che in essa mantenne in vigore il culto e le tradizioni dell'ordine.

I vani terreni del vecchio convento, fino al 1878 vennero adibiti ad Esattoria e ad Ufficio postale e telegrafico mentre i piani superiori furono adibiti ad aule scolastiche.

In quel periodo, il paese si andava espandendo dalla parte di Nord-Est verso Caltanissetta. Già dal 1875, nella ex “silva” dei padri, sorgevano nuovi edifici. Allora, il Corso principale, lo “Stradone della Piazza” detto dagli anziani "U Stratuni”, che alcuni anni prima era stato intitolato a Vittorio Emanuele II, si arrestava davanti al convento e alla chiesa della Mercè. L'amministrazione Comunale, per prolungare il Corso dalla parte di Caltanissetta, nel 1878 dovette abbattere il vecchio convento. Sugli scantinati, innalzò il Palazzo comunale che, per circa vent'anni, funzionò da edificio scolastico e poi divenne la sede definitiva del Comune fino al 1959.

Gli scantinati rimasti dalla parte orientale furono adibiti a carcere mandamentale.

Nella ex silva sorse ben presto un nuovo quartiere, attraversato dal Corso Vittorio Emanuele che si arrestò alla ex scuola elementare De Amicis. La via principale fu intitolata al capoluogo Caltanissetta, incrociata dalla Via Terranova (Gela) e dalle vie secondarie intitolate ad alcuni comuni della provincia. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La chiesa è intitolata alla Madonna della Mercede ed è dedicata alla Madonna delle Grazie, come si legge nel cartiglio sulla volta “In me omnis gratia”.

La facciata è stata ricostruita ex novo subito dopo che la prima fu abbattuta nel 1957 quando la chiesa venne chiusa al culto a causa della frana. È tripartita, con un portone centrale e due porte di accesso laterali.

Sul portone vi è un ampio pronao, in cemento, sorretto da quattro pilastri sul davanti. Al di sopra, nel 1992, P. Domenico Cirigliano fece montare tre nuove vetrate istoriate, opera dell'artista romana Silvana Recchioni Pierangelini e realizzate dalla “Domusdei Sud” di Albano Laziale.

Quella centrale rappresenta la Madonna della Mercede, quella di destra S. Raimondo Nonnato e quella di sinistra S. Pietro Nolasco. Davanti al campanile è collocato il monumento “dedicato ai bambini uccisi dalla legislazione abortista”, realizzato dallo Studio Demain, fatto erigere da Padre Cirigliano nel 40° della Parrocchia e inaugurato nel 1993.

Sul lato destro della facciata, il 7 Dicembre 2003, ricorrendo il 50° anniversario della parrocchia, Padre Franco Podda ha fatto collocare un grande mosaico in maiolica raffigurante la Madonna delle Grazie, opera dell'artista calatino Vincenzo Forgia. Davanti al pronao, il 2 Maggio 2010 è stata collocata la Madonna della Mercede in vetroresina, dell'artista sancataldese Giovanni Tabone.

Sul lato sinistro svetta il campanile, costruito dalla ditta Anzalone nel 2006-2007, completato nel 2008 con la gabbia campanaria in legno laminato con la cuspide in rame.

Alla base è stata ricavata la stanza mortuaria con accesso dall’esterno e dall'interno della chiesa.

All'interno, nella parte absidale sono rimasti stucchi del 1854. (*)

(*) Il testo è tratto dal libro "U Cummento",  scritto dal Prof. Giuseppe Mammano.

La Parrocchia Santuario Santa Maria delle Grazie ha una storia plurisecolare che risale agli inizi del paese. Oggi, a seguito della rapida espansione che dal 1950 ha interessato la città, è ubicata al centro di S. Cataldo (CL).

E' nota come chiesa della Mercede ed è denominata dal popolo semplicemente “U Cummentu” (il  convento), per indicare la chiesa e il convento dei padri Mercedari che vi risiedono e ne hanno la reggenza fin dal 1676.

Però né la chiesa né l”attuale convento sono più quelli che il principe Vincenzo Galletti assegno ad essi in quel tempo.

La chiesa, rimasta in piedi sul sito originario ed aperta al culto, ha subìto nel tempo trasformazioni, riparazioni e ristrutturazioni tali che ne hanno modificato sia il prospetto principale e la copertura sia l'assetto interno ad unica navata.

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